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Ariondassa

"In cerca di grane"

Nuovo lavoro del gruppo piemontese divenuto in pochi anni un solido emblema della musica tradizionale. Il disco è un tuffo a capofitto nel vasto repertorio proprio di una terra dove il piacere per la buona tavola e per il vino si legano ancora alla gioia dello stare in compagnia: musiche e canti di osteria, di lavoro e narrativi, interpretati con la consueta vèrve che da sempre caratterizza l'Ariondassa.

Il disco

Ariondassa torna con un nuovo album dopo l'esordio nel 2001 con "Il Tabernacolo dell' Onesto Peccato", al quale è stato assegnato il prestigioso "Bravo!" da parte della rivista francese "Trad. Magazine".

In "In cerca di guai" torna a rivivere lo spirito e l'atmosfera delle antiche feste di campagna , canti sul vino e sul cibo, struggenti mazurche o virtuose polche, "cialtronate" e lazzi d'altri tempi.

La vocalità trascinante di "Chacho" Marchelli convive con le sonorità aspre e taglienti dell'accoppiata piffero e müsa tipica dell'Appennino, e con le timbriche piene e lo stile più raffinato della ghironda e dell'organetto dei canavesani Manuela Bellis e Rinaldo Doro.

La formazione

Ariondassa è formata da:
Simone BOGLIA: piffero, gralla, cornamusa, clarinetto, flauti. Lorenzo "Lampo" BOIOLI: piffero, gralla, cornamusa, flauti. Rinaldo DORO: organetto diatonico, ghironda. Vincenzo "Chacho" MARCHELLI: canto, organetto diatonico, fruja.

Ospiti:
Robert AMYOT: canto, cornamuse, clarinetto, flauti e percussioni. Emanuela BELLIS: ghironda.

Il gruppo

Il gruppo nasce da un'idea di alcuni musicisti attivi da tempo nel campo della ricerca e della divulgazione del folk Piemontese, già insieme nei "Tre Martelli": Simone Boglia, Lorenzo Boioli, Rinaldo Doro e Vincenzo Chacho Marchelli. I quattro danno vita a una formazione che si pone l'obbiettivo di far riemergere musiche e quei canti che ultimamente si sono un po' dimenticati. Canti legati a una terra dove il piacere per la buona tavola e per il vino si legano ancora alla gioia dello stare in compagnia per gustare, insieme con i sapori del cibo, anche una dimensione di autenticità che i ritmi della vita moderna, altrove, sembrano avere posto in secondo piano. Da questo spunto nasce un repertorio da diffondere attraverso un concerto-animazione ed una produzione discografica.

Nel 2001 esce un interessante e originale CD dal titolo "Il Tabernacolo dell'Onesto Peccato". Il disco raccoglie materiale molto vario: canti di osteria, di lavoro e narrativi, nati nelle tavolate del dopo pasto, nei pranzi dei coscritti o nelle cantine. Inoltre si aggiungono canti da cantastorie, proposti dal vivo con l'utilizzo dei classici e indimenticabili teloni illustrati da immagini che si riferiscono alla storia cantata. Nel 2005 viene pubblicato un nuovo lavoro, "In cerca di guai", per l'etichetta Folkclub Ethnosuoni.

Dal vivo l'Ariondassa, con un po' di nostalgia per i tempi in cui le occasioni per fare festa erano rare e quindi più sentite, offre una sorta di viaggio nella macchina del tempo per scoprire che le abitudini una volta considerate "vizi", in quanto trasgressioni rispetto alla dura regola della vita dei campi, ora sembrano quasi virtù. Alla frenesia del "fast food" viene contrapposto il piacere di stare a tavola non solo per soddisfare le necessità primarie, ma anche per alimentare lo spirito con la musica, ingrediente primario di ogni festa. L'Ariondassa ha proposto con grande successo, specialmente all'estero, anche il concerto-degustazione, nel quale oltre all'ascolto, lo spettatore ha la possibilità di assaggiare vini e specialità tradizionali Piemontesi.