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Enrico Negro

"Rosso rubino"

Per la prima volta la chitarra è protagonista di un disco di folk-revival piemontese. È di grande suggestione l'opera prima in qualità di solista di Enrico Negro, raffinato chitarrista con un curriculum fondato su una solida formazione classica e una intensa attività nel campo del folk come elemento di spicco in progetti musicali quali Compagnons Roulants, Tendachënt, Dòna Bèla.
Le molte collaborazioni del passato e del presente sono testimoniate dai tanti ospiti che partecipano a "Rosso rubino": Maurizio Martinotti, Paola Lombardo, Bruno Raiteri,Flavio Giacchero, Gerardo Savone, Gigi Biolcati, Las Trobairitz d'Oc, Gianpiero Malfatto, Gigi Biolcati e il Trio chitarristico A. Vivaldi.

Undici brani, molti dei quali registrati in presa diretta, senza sovraincisioni, a riprova delle grandi qualità strumentali di questo chitarrista, della sua forza comunicativa, memore della lezione di grandi maestri come John Renbourn, Soig Siberil e Pierre Bensusan. Ma in "Rosso Rubino" Enrico Negro si dimostra anche abile ed ispirato compositore.

Cenni biografici

Enrico Negro si é diplomato nel 1991 in chitarra, con il massimo dei voti, presso il Conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria. Nel 1992 fonda il Trio Chitarristico "A. Vivaldi", con cui si è imposto in occasione di concorsi nazionali ed internazionali ed ha svolto un'intensa attività concertistica in tutta Europa. Nel 1996 ha inciso per l'etichetta Rainbow Classics il primo di una serie di CD dedicati alla musica contemporanea per tre chitarre, che ha ricevuto ampi consensi di critica. Nel 2002 ha pubblicato con il trio un secondo Cd, dedicato ad autori contemporanei italiani (Contemporanea - Lyra Classica-MAP). Parallelamente ha coltivato un'intensa passione per lo studio e la riproposizione della musica tradizionale piemontese, occitana e mediterranea, facendo parte di vari gruppi italiani e stranieri, tra i quali Tendachënt ,Charta de Mar, Compagnons Roulants, Le Vijà, Dona Bela, Ensemble del Doppio Bordone. Dal 1998 ricopre il ruolo di chitarrista nello spettacolo, sul tema della Via Francigena, "Il Viaggio di Sigerico"; in cui la Banda Osiris, che firma la regia dello spettacolo, guida un manipolo di musicisti italiani, francesi, inglesi e spagnoli riuniti sotto la direzione artistica di Maurizio Martinotti. Ha al suo attivo la partecipazioni a molti dischi.

Svolge parallelamente un'intensa attività didattica, in qualità di docente di chitarra, collaborando con vari istituti musicali piemontesi e con il Folkclub di Torino divulgando gli strumenti della tradizione popolare nelle scuole dell'obbligo.

I brani

Pymontoise - Rosso rubino - Lo Pastorèl (A. Le Roy - E. Negro - trad.)
Il primo è un brano strumentale attribuito al liutista francese Adrian Le Roy (1520-1598) qui presentato secondo una personale interpretazione. Rosso rubino è una nuova composizione ispirata alla bourrée in 3 tempi (danza diffusa in centro Francia), mentre Lo Pastorèl è una bourrée tradizionale cantata, proveniente dalla zona del Rouergue.
Il mondo dalla finestra - Napel (E. Negro - M. Martinotti)
Un omaggio alla polka, una danza carica di energia diffusa anche in Piemonte.
La Fija d'ün paisan - Aria del cit infan (trad - E. Negro)
Ballata pubblicata nella raccolta di canti popolari "Canavese che canta" curata da Amerigo Vigliermo, direttore e anima del Coro Bajolese. La bella figlia di un paesano viene rapita da un soldato e portata in Francia, dove si sposa con il più bel soldato dell'armata.
Vecchio Piemonte (trad.)
Una suite di danze piemontesi: un'allemanda, una monferrina ed ancora un'allemanda.
Cuoricino (E. Negro)
Brano che nasce da un'improvvisazione.
A l'age de quatorz-an - Stella d'oriente - Piccoli passi (trad. - E. Negro - E. Negro)
Suite che si apre con una ballata tradizionale appartenente al vasto repertorio del grande cantore Robert "Le Diable" Tagliero. Racconta di una giovane pastorella che vuole mantenere intatto il suo amore per il suo piccolo pastore, partito per Parigi al servizio del re. Di seguito due nuove composizioni ispirate alla più nota danza occitana, la courenta, con il conseguente balet.
Rat Müscià (E. Negro)
"Topo muschiato" è una composizione liberamente ispirata alla monferrina, la danza piemontese per eccellenza. Dedicata ai componenti del trio chitarristico A. Vivaldi.
Moodish - Pikante (E. Negro)
Due nuove composizioni. Nate inizialmente come scottish, si sono poi trasformate in questi due brani strumentali.
Donna Lombarda - Monferrina barocca (trad.)
La prima è una famosa ballata il cui testo variato e con differenti melodie è diffuso in tutta Italia. Racconta del vile tradimento di una moglie nei confronti del marito. Questa versione, nota anche come Dona Bianca, proviene da "Canzoni Popolari del Piemonte: la raccolta inedita di Leone Sinigaglia", Diakronia 1998 (n. 303), volume curato da Roberto Leydi e incentrato sul lavoro del noto ricercatore e musicista piemontese. La seconda è una monferrina ripescata da Maurizio Martinotti presso la biblioteca del Conservatorio di Milano.
Autunno Pedemontano (E. Negro)
Una nuova composizione, un omaggio alla terra in cui Negro è nato e tuttora vive: il Canavese, una zona del Piemonte a ridosso delle Alpi.
Bundì bunjur - Aria dël sambür (trad. - E. Negro)
Questo canto proviene dal repertorio della Cantarana, storico gruppo di ricerca e riproposta delle valli del Pinerolese. Racconta dell'amore poco ortodosso di un fratello per sua sorella e dell'inganno con cui riesce a rubarne l'onore. Questo brano è dedicato alla memoria di Cesare Boni chitarrista e ghirondista della Cantarana.