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RAFFAELLA DE VITA E ROBERTO COGNAZZO

"MACARIO, PAROLE E MUSICA"
ALLA CHITARRA SILVANO BIOLATTI

Camminando sotto la pioggia si può arrivare A Zonzo (paese di pace, paese di sole) per ballare il Mambo strambo cantando uno struggente Alleluia; chi gira nottetempo per questa Terra lontana
incontra quasi sempre L'ultimo Gigolò che, mentre danza con una seducente Macariolita, non perde d'occhio Muciacita e Bruna Gitana.
Nel frattempo I ragazzi del quartiere corteggiano Bella Bruna che li ha stregati con l'amorosa Febbre azzurra. Passa la Banda d'Affori e Maria Luisa approfitta della presenza d'un allegro Shoe shine per una adeguata manutenzione calzaturiera prima di lanciarsi nel Valzer dell'altalena. Nonostante tutto, La vita è bella. Ma che fare se La postina della Val Gardena ti porta una letterina dove l'amato bene senza tanti complimenti esordisce con un “Lo vedi come sei ? "... E tu, Dove sei, Lulù ?...
Questa strampalata tiritera che racchiude i titoli delle venti canzoni comprese nel nostro cd vuol essere un modesto tentativo di estrarre in argomento ispirandosi ai tanti monologhi più o meno surreali che Macario seminò in riviste e film accreditando la sua particolare fisionomia di comico “caduto dalla Luna " (per dirla col figlio Mauro). Il fare trasognato, lo sguardo perplesso, il celebre ricciolo esibito come una perenne virgola posta tra frasi senza alcun rapporto, la voce limpida, insaporita dalla tipica cadenza torinese e da pochi ma gustosi tic verbali (la “n” intercalata a sproposito, il rapido balbettio...): in tutto questo risiedono le più ricordate caratteristiche del personaggio. Ma il compito che ci siamo assunti nel centenario della sua nascita non è stato quello di replicare quanto (pur se non moltissimo) è stato scritto a proposito del Macario attore, dalla saga degli scavalcamontagne al ritorno al teatro di prosa attraverso varietà, avanspettacolo, rivista e cinema. Abbiamo voluto incontrare e riproporre un Macario visto attraverso la musica selezionando venti titoli per la più parte oggi ormai sconosciuti estratti dai grandi spettacoli di rivista e dai film compresi nel periodo 1938-1954;anni segnati da tragedia e speranza accompagnati da una colonna sonora in gran parte alimentata proprio dal teatro leggero e dalla cinematografia. Per quanto ciò possa sembrare
strano data l'enorme popolarità del comico torinese ed i costanti successi raccolti dai suoi spettacoli non molto del variopinto repertorio musicale macariesco ha serbato, come si è detto, qualche notorietà; il succedersi frenetico dei messaggi sonori, l'apparente futilità di molte canzoni utilizzate in stretta funzione di arredamento, il graduale mutamento dei modelli espressivi e, fatto da non sottovalutare, lo spegnersi quasi improvviso della rivista hanno impedito la giusta valutazione di un capitolo tutt'altro che trascurabile della nostra migliore musica leggera.
La ricorrenza centenaria ha pressoché dimenticato questo aspetto del personaggio ed il Macario cantante, paroliere ed anche coautore di musiche in veste palese Camminando sotto la pioggia ma certo anche occulta (quanti motivi avrà fischiettato nelle attente orecchie di quel Pasquale Frustaci che fu oltre che suo amico e musicista di fiducia il secondo marito della prima signora Macario...). L'antologia compresa nel nostro cd vuole, con sincero affetto verso il grande Erminio, colmare almeno in parte questa lacuna offrendo un panorama - lo ripetiamo - alquanto circoscritto ma estremamente vario e indicativo di generi, gusti e mode. Come nell'opera lirica le cosiddette “convenienze teatrali” esigevano dal compositore un’accorta alternanza di modi espressivi (Verdi passa, in “Rigoletto" dall'invettiva – “Cortigiani vil razza dannata” a “La donna è mobile”, brillante canzonetta a tempo di mazurca) così riviste e film necessitano di altrettanta varietà e di estrema attenzione nel fiancheggiare le arie sonore che in quel momento tirano. Ecco allora il sempiterno melodismo italico ripreso con spontaneità strapaesana La vita è bella, malcelata amarezza velata di espressionismo Il valzer dell'altalena, delicato sentimento Bella Bruna, scritta da un D'Anzi sorprendente e canora nostalgia Terra lontana e le gustose parodie latino-americane della celebre Macariolita e delle meno note ma notevoli Muciacita e Bruna Gitana. Ancora dal Nuovo Mondo Frustaci adatta al nostro clima un brevissimo Mambo Strambo e, ben più consistenti, uno spiritual Alleluia, un curioso blues Shoe shine, un moderato swing travestito da fox-trot Maria Luisa e scatena nel sedicente “ritmo allegro"
di Febbre Azzurra una eccellente cover di In the mood.
E ancora: c’è il Macario macchiettista con le stravaganti filastrocche dell’Ultimo Gigolò, quello surreale che allinea bizzarri nonsense in Lo vedi come sei? E quello intimista, quasi tenero, che intona una specie di berceuse in Dove sei Lulù? L’atmosfera si colorisce di aperta comicità con le popolaresche note de Il Tamburo della Banda D’Affori le cui vigorose mazzate svegliarono, a quel tempo, i sospetti della censura nel supporre i cinquecentocinquanta “pifferi” un’allusione al Gran Consiglio del Fascismo. Ne I ragazzi del quartiere l’eterna coppia Bixio–Cherubini inventa un singolare notturno popolato di sassate, ritirate, fischi e sberleffi, mentre un binomio meno frequente, Morbelli e Filippini consegna a Macario una trasognata escursione nell’immaginario paese di Zonzo. Abbiamo lasciato per ultimi due titoli particolarmente significativi: La postina della Val Gardena e Camminando sotto la pioggia che ci permettono di ricordare una coppia di personaggi fondamentali per il mondo di Macario: Carlo Rizzo, indispensabile spalla, e la indiscussa Regina della Rivista Italiana Wanda Osiris. La prima (1953), delizioso esempio di finto folklore era cantata in coppia da Macario e dalla Osiris e la seconda (1940), davvero indimenticabile, di cui Rizzo scrisse il testo, Macario con Frustaci la musica, tutti ricordiamo i volti sorridenti e pieni di speranza di Wanda Osiris Erminio Macario e Carlo Rizzo tesi ad esorcizzare le minacce dell’incombente conflitto mondiale.

RAFFAELLA DE VITA
Nata a Napoli, dopo aver compiuto gli studi all’Accademia d’Arte drammatica “L’Aquilone” di Roma, fonda insieme ad altri giovani attori romani il gruppo d’avanguardia MKS, che per alcuni anni porta in giro per l’Italia spettacoli da loro stessi scritti e prodotti. Alla fine degli anni settanta fonda la “Compagnia Raffaella De Vita” ed inizia una personale ricerca teatrale-musicale per una nuova forma di espressione scenica. Dagli inizi della sua attività Raffaella De Vita ha scritto, interpretato e diretto oltre una trentina di lavori, avvalendosi di un gruppo fisso di musicisti fra i quali Aldo Rindone, Giancarlo Mellano e Silvano Biolatti. Sempre presente è stata la collaborazione del pittore e scenografo Vincenzo Fiorito.
Molti dei suoi spettacoli sono stati ripresi dalla Seconda e Terza Rete Rai, e dalla televisione svizzera. Per la Fonit Cetra ha inciso cinque 33 giri, uno dei quali, Come mi gira, mi gira, mi gira… la ruota, ha vinto il Premio della Critica discografica italiana. Negli ultimi anni ha prodotto e inciso tre CD tratti dagli spettacoli Milly voce notturna, Senso, nonsenso e doppiosenso e Macario: parole e musica. La sua attività musicale è ricordata nel Dizionario della canzone italiana, a cura di Renzo Arbore, Armando Curcio Editore. Ha collaborato per molti anni con la Rai di Torino quale ideatrice, curatrice e conduttrice di trasmissioni radiofoniche. Ha partecipato come attrice a numerose commedie, sia televisive che radiofoniche, per le tre Reti nazionali. È stata ospite come cantante dei programmi televisivi di Paolo Limiti Ci vediamo in TV e Alle due su Rai Uno. Nel 1999 la Commissione per le Pari Opportunità della Regione Piemonte ha pubblicato il volume Il teatro di Raffaella De Vita a Torino che raccoglie i testi di otto suoi lavori teatrali e nel 2000 la medesima Commissione ha pubblicato il secondo volume Il teatro cantato di Raffaella De Vita a Torino che ne racchiude altri diciotto.

ROBERTO COGNAZZO
Musicista di formazione eclettica, Roberto Cognazzo ha iniziato la propria attività nel 1967.Come esecutore pratica il pianoforte, l'organo ed il clavicembalo sia nel repertorio solistico e con orchestra quanto come componente di formazioni cameristiche e collaboratore di celebri partner tra cui i cantanti Katia Ricciarelli, Luciana Serra, Margarita Zimmermann, Renato Bruson, Claudio Desderi, il violinista Ruggiero Ricci, i violoncellisti Misha Khomitzer e Arturo Bonucci, i flautisti Peter Lukas Graf, Susan Milan e Andras Adorjan, i trombettisti Guy Touvron ed Helmut Hunger. Nel corso di una trentennale carriera ha coltivato con particolare successo il non facile genere della conferenza-concerto allestendo trenta programmi di carattere divulgativo definiti come "conversazioni al pianoforte" e, in campo organistico, si è segnalato come specialista della musica ottocentesca italiana di stile teatrale.
Docente al Conservatorio di Torino dal 1968 e, dal 1988,a vari corsi di perfezionamento (tra i quali quelli dell'Accademia Musicale Pescarese e dell'Accademia Internazionale "Perosi" di Biella), ha collaborato dal 1968 al 71 con il Centro di Produzione torinese della Rai e, dal 1972 al 1979, ha ricoperto il ruolo di pianista presso l'Orchestra del Teatro Regio svolgendo inoltre, dal 1974 al 77, le funzioni di direttore artistico del Piccolo Regio. E' regolarmente invitato in giurie di concorsi nazionali ed internazionali. Ha pubblicato scritti storici e critici e redatto voci per il Dizionario Enciclopedico Utet e il Grove. E' autore di varie pagine cameristiche tra cui le fortunate "Rotazioni" su spunti di Nino Rota edite, come il resto della sua produzione, da Rugginenti (Milano). Ha inciso numerosi LP e CD di musica pianistica, organistica e da camera e partecipato alle serie televisive "Pickwick" (con Alessandro Baricco) e "Prima della prima - Opera Quiz" (con Enrico Stinchelli e Michele Suozzo).

SILVANO BIOLATTI
Si è diplomato al Conservatorio G. Verdi di Milano sotto la guida del Maestro Ruggero Chiesa; ha svolto attività concertistica come solista e in formazioni cameristiche; ha partecipato ai corsi di perfezionamento di Oscar Ghiglia e Ralph Towner. Ha collaborato con diversi musicisti e gruppi musicali tra cui Cantovivo (Folk piemontese e internazionale), Oiseaux Six (Jazz), il chitarrista Gigi Venegoni con cui ha fondato un duo attivo dal 1992 al 1995; collabora tuttora con la cantante attrice Raffaella De Vita e con diversi musicisti della scena jazz torinese. Ha collaborato con la Rai RadioTelevisione Italiana ed ha insegnato chitarra al Centro Jazz di Torino.