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La Moresca Antica

"Li turchi alla marina"
Antiche musiche italiane della tradizione marinara. 2

"Li turchi alla marina" é il secondo capitolo del libro che il gruppo lombardo sta scrivendo sul repertorio dei canti marinari. Dopo "Marinaresca", CD pubblicato nel 2000, questa nuova produzione conferma sapientemente l'approccio stilistico a cavallo tra la musica popolare e la musica antica.

Il gruppo

La Moresca antica nasce nel 1988 ad opera di Umberto Mosca, Angelo Maffezzoli e Roberto Gallina, musicisti attivi già da molti anni nel campo della riproposta della musica popolare e della musica antica sulla base di criteri filologici. Il gruppo sin dalla fondazione esplora e ripropone il repertorio rinascimentale italiano a cavallo tra musica popolare e musica colta, rintracciandone l'evoluzione nella pratica tuttora viva della musica italiana di tradizione orale. Poichè tale repertorio è tuttora poco esplorato, il gruppo si avvale spesso di registrazioni originali effettuate "sul campo" e di originali antichi non pubblicati in edizione moderna. I criteri di esecuzione fondono gli elementi stilistici espressivi della musica antica con quelli della musica di tradizione orale, che spesso coincidono.

Il gruppo, nel quale si avvicendano successivamente numerosi altri musicisti, tra cui Elena Spotti e Paola Mayer, partecipa ad importanti rassegne musicali internazionali in Italia ed in Giappone, tra cui la settimana italiana di Kurume, Folkermesse di Casale Monferrato e il Festival internazionale della Zampogna di Scapoli. Nel 1999, su proposta di Riccardo Notarbartolo di Villarosa, direttore della rivista Arte navale, inizia ad interessarsi della musica della tradizione marinara italiana, un repertorio tanto vasto quanto sconosciuto ai più, ed ancor meno eseguito. Il primo risultato di questo lavoro di ricerca, condotto per lo più su registrazioni originali degli anni '50 e '60, è,nell'estate 2000, Marinaresca, Antiche musiche italiane della tradizione marinara, il primo CD mai pubblicato in Italia su questo repertorio. Il disco include canti di lavoro di bordo provenienti da tutta Italia e numerose ballate e storie di mare dal Rinascimento ai giorni nostri, includendo anche Sinan Capudan Pascià un brano di Fabrizio De Andrè ispirato ad un'antica figura storica di marinaio ligure. In questo lavoro debuttano nel gruppo i cantanti Elena Novello e Sergio Paladino.

Il CD incontra giudizi molto favorevoli da parte di pubblica e critica. Il gruppo inizia quindi ad essere invitato ad importanti manifestazioni di musica del mare, all'organizzazione e promozione dei quali il gruppo partecipa attivamente: la prima edizione della Festa del canto da mar a Venezia, la prima edizione del festival Marinaresca di Livorno, che prende nome dal CD del gruppo, ed il Mersey Shanty Festival di Liverpool, uno dei più importanti d'Europa, che vede per la prima volta nella sua storia l'esibizione di un gruppo italiano, ed al quale la Moresca antica è l'unico gruppo straniero ad essere invitato per due anni di seguito.

Sull'onda dell'entusiasmo e dell'interesse risultato da questo primo lavoro il gruppo decide di procedere su questa strada e di proseguire la ricerca sulla musica della tradizione marinara. Nel frattempo ai fondatori del gruppo si sono uniti il cantante Mimmo Poerio, successivamente sostituito da Marco Macchi, mentre la componente strumentale riceve un robusto e qualitativo apporto da parte prima dell'arpista Chiara Granata e, successivamente, dei violisti da gamba Alberto Borrini e Sabina Colonna Preti. E' questa la qualificata line up che, rodata ormai da numerosi concerti, da vita al secondo lavoro discografico, Li turchi alla marina. Antiche musiche italiane della tradizione marinara. 2, prodotto da Maurizio Martinotti, storico mentore e produttore del gruppo, per FolkclubEthnosuoni.

Il disco

Li turchi alla marina prende il titolo da diversi brani che, nella tradizione popolare dei litorali italiani, ancora ricordano le scorrerie dei corsari saraceni sulle nostre coste. Il CD comprende 14 brani che vanno da canti di lavoro (veri e propri shanties italiani) a brani medioevali e rinascimentali che hanno riferimento alle tradizioni marinare ( come un inno medievale che racconta il miracolo di San Nicola di Bari che salvando i marinai di una nave dal naufragio diventa il protettore dei marinai molto prima di diventare Babbo Natale, una villanella napoletana che racconta di un naufragio sentimentale o una polifonia quattrocentesca chiaramente derivata da un canto di lavoro...); accanto a questi compaiono diversi brani della tradizione tirrenica, per lo più di origine sette-ottocentesca legate alle incursioni dei pirati arabi. Tra gli strumentali spicca l'unico ballo popolare, maremmano, di cui sia stato documentato un uso a bordo delle nostre navi.

I brani sono riproposti con l'abituale linguaggio tipico del gruppo, a cavallo tra musica popolare e musica antica, ampiamente giustificato dall'esperienza dei suoi musicisti e dall'antichità della maggior parte dei titoli. In questo contesto spiccano originali rielaborazioni di due brani meridionali molto famosi, come Riturnella e Il matrimonio del guarracino, cui il gruppo restituisce il colore e il sapore musicale della loro origine sicuramente molto antica.

Per questo lavoro la Moresca antica ha voluto anche raccogliere quasi tutti i musicisti che vi hanno militato nel corso degli anni e numerosi amici che seguono percorsi musicali analoghi: tra i trentotto (!) musicisti che hanno contribuito al lavoro discografico spiccano, in ordine casuale, Maurizio Martinotti, Gabriele Coltri, I musicanti di Riva, il coro Canta coi lupi, l'arpista Chiara Granata, i liutisti Eduardo Eguez e Roberto Gallina, Marcello Serafini, direttore dell'Ensemble Florilegio, Walter Morelli e molti altri. Il compositore Paolo Colombo ha contribuito con la sua voce e due scintillanti arrangiamenti. L'ultimo brano del CD è eseguito deliziosamente da la Moresca futura, gruppo composto dalle figlie di Sabina Colonna Preti e dai nipoti di Umberto Mosca, con età comprese tra 1 e 10 anni. Con questo lavoro il gruppo trova una sua solida collocazione per l'originalità di apporto nel grande movimento che, soprattutto nel Nord Europa, mantiene viva la musica del mare e l'orgoglio di una tradizione che il nostro paese rischia di perdere.