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Pìvari Trio

"Passa Ripassa"

Scriveva Ottone da Vimignano: "Dovunque andassero, i Pìvari suonavano e poi fuggivano. Arrivavano nelle città e nei villaggi, nelle corti, nelle aie dei porcili e suonavano. Subito dopo, messe le pive nel sacco, fuggivano. Tutta la gente si chiedeva dove andassero a finire. Certi dicevano che avevano visto i Pìvari sparire come dei diavoli e che li avevano guardati incamminarsi per la strada, poi, di colpo, non c'erano più. Molti dicevano che i Pìvari non hanno neanche l'ombra, per quello gli piace suonare di notte! I più saggi dicevano che i Pìvari scappavano perchè non sopportano le chiacchiere e il silenzio..."

Ripercorrendo le strade degli antichi suonatori, l'odierno Pìvari Trio si propone di rinverdire una tradizione musicale ripescandola dal dimenticatoio in cui era ormai stata confinata. Non un'operazione agiografica, comunque, ma lo spunto per riappropriarsi di un repertorio e trasformarlo in base ai propri gusti e alle proprie esperienze musicali.

Presentazione del disco

"L'oblio cura tutto e il canto è la sua forma più bella, perché in una canzone gli esseri umani non ricordano che quel che amano ricordare..."
Ivo Andric, Il ponte sulla Drina

Come spesso accade alle tesi universitarie, l'ottimo lavoro di Giuliano Biolchini con Roberto Leydi sui canti e i balli del Frignano giaceva da tempo inutilizzato nei polverosi scaffali dell'Università di Bologna. La frequentazione delle feste tradizionali della zona, l'amicizia con Giuliano e il desiderio di realizzare un lavoro musicale partendo da un testo filologicamente inappuntablile, ci ha spinto ad affrontare questa incisione con grande entusiasmo ed interesse.

La scelta dei brani - fra i numerosissimi raccolti da Biolchini - ha seguito due nuclei tematici separati e complementari. Da un lato abbiamo affrontato il repertorio strumentale stupiti dall'eleganza e dalla varietà dei brani; dall'altro abbiamo selezionato i brani cantati seguendo il tema dei fatti di sangue e delle tristi storie, tentando di evitare la riproposizione dei canti più noti e dedicandoci in primo luogo ai pezzi più strettamente legati al territorio del Frignano.

Il lavoro per noi più interessante e divertente si è certamente svolto nell'arrangiamento dei brani: scelta degli strumenti, seconde e terze voci, tempi. L'ampio strumentario a disposizione ci ha permesso di mantenere come uno dei punti cardine la varietà coloristica e la ricchezza dei suoni proposti, senza perdere di vista una fondamentale correttezza nella riproposizione. Crediamo che il tentativo di unire la precisione del lavoro di Biolchini e la varietà dell'insieme dei brani così come sono risultati al termine del lavoro, sia un tentativo serio e allo stesso tempo giocoso di riproporre un repertorio altrimenti destinato all'oblio.

Con il medesimo spirito speriamo di portare a termine un ampio progetto pluriennale con le fonoteche di Pavullo, Nonantola e Carpi per la realizzazione di una trilogia dedicata ai vari repertori dell'intera Provincia modenese e zone prossime, di cui questo cd è il primo capitolo.

I brani

  1. Mazurca - prologo
  2. Valzer dell'ottocento
  3. Rusinòt
  4. Monferrine e Scottis di Riolunato
  5. Passa ripassa
  6. Inglesa bella inglesa
  7. Polca antica
  8. Canzone di Fanano
  9. Varsegliè
  10. Di nome battessata son Francesca
  11. La povera Giulia
  12. Suite 2/4
  13. Mazurca - epilogo

La formazione

Fabio Bonvicini: canto, baghét, ciaramella, flauto dolce, ocarina, organetto diatonico
Mario Nobile: violoncello, organetto diatonico, clarinetto, coro
Renzo Ruggiero: nyckelharpa, ghironda, mandoloncello, coro
Ha partecipato Giovanni Tufano, tamburi a bandoliera in Passa ripassa